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Arte Musica e Caffè Cooperativa Sociale: gennaio 2007 - gennaio 2014
Scritto da Administrator   
Sunday 10 November 2013

 Arte Musica e Caffè Cooperativa Sociale: gennaio 2007 - gennaio 2014

 

Con gennaio 2014 sono passati 7 anni da quando avanti al notaio, gennaio 2007, noi soci di Arte Musica e Caffè ci riunimmo per dar vita alla nostra cooperativa sociale. Fu una giornata indimenticabile per vari motivi che vi racconto. Prima di tutto, davvero non sapevamo a cosa andavamo incontro, inconsapevoli di tutte le complicazioni burocratiche che questa nostra scelta comportava, ma si percepiva una felicità di fondo di molti di noi che sapevano che saremmo diventati protagonisti del nostro futuro. Anche in questo caso molti familiari temevano che i ragazzi disabili non avrebbero avuto la pazienza di aspettare che il notaio leggesse atto costitutivo e statuto, e che ci facesse firmare. Invece tutti noi diligentemente rispettammo i tempi tecnici e con emozione firmammo. Coloro i quali quel giorno non provarono il sentimento di credere di far qualcosa che dava a noi Dignità e che avevano altri scopi da lì a poco ci lasciarono. Ho imparato che fare l’imprenditore e soprattutto del sociale lo si apprende facendolo, e che le infinite e a volte insormontabili avversità si possono provare a superare soltanto con l’intelligenza dell’umiltà di imparare, il continuo desiderio di innovare e soprattutto con l’amore in ciò che si fa. Le nostre scelte e linee guida sono state: aprirci alle persone senza intermediari, rispettare la dignità di chiunque, non chiedere finanziamenti pubblici e capovolgere il concetto di integrazione socio-lavorativa nel senso che le persone con disagio psichico vengono curate non attraverso una classica struttura sanitaria bensì una semplice attività lavorativa. Mi spiego meglio, spesso fisso degli appuntamenti presso Sfizzicariello con familiari che vogliono inserire nei nostri percorsi riabilitativi i propri congiunti e più volte è capitato che non riuscivano a trovare il locale in quanto non si aspettavano una rosticceria bensì un centro socio-sanitario. Spesso una volta entrati non credevano che i commessi e i cuochi fossero persone con una disabilità psichica uguale se non superiore a quella dei propri figli che ritenevano incapaci di far qualunque cosa. Quindi una dimostrazione reale che vale più di mille parole da me dette. Per raggiungere questo risultato, spiego sempre, è importate soprattutto credere nei propri figli, in se stessi e nella attività della cooperativa altrimenti è difficile che ci siano dei risultati, infatti non appena viene meno uno di questi fattori la riabilitazione non riesce più. Vorrei sottolineare l’aspetto economico-finanziario. Ci sosteniamo solo e soltanto con i proventi della nostra attività Sfizzicariello e di qualche banchetto che organizziamo a prezzi competitivi. A volte non ci hanno neanche pagati, vedi Comune di Napoli. Ci paghiamo le utenze, il fitto del locale, i fornitori, le tasse e i consulenti. Quello che ci rimane ce lo distribuiamo in funzione del nostro lavoro. Facciamo salti mortali per far crescere il numero dei nostri clienti. Sin dall’inizio mi fu chiaro che se non avessimo fatto dei prodotti di qualità e se i nostri servizi non fossero stati di un certo livello nessuno ci avrebbe aiutato, infatti dei contributi liberali per sostenerci sono stati davvero pochi e ancora oggi ringrazio con grande affetto chi ce li ha fatti. Se andiamo avanti è perché sappiamo lavorare bene e impariamo dai nostri errori e non perché sostenuti da contributi pubblici e privati. Anche se ogni tanto controllo il conto della cooperativa e spero in qualche sostenitore anonimo. Mi auguro che nonostante la forte crisi dei consumi che stiamo attraversando, la nostra storia non si interrompa. Buon compleanno a tutti noi. :)   

 

 

Ultimo aggiornamento ( Friday 25 April 2014 )
 
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