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Io sto con la legge 180 del 1978 (LEGGE BASAGLIA)
Scritto da Administrator   
Thursday 03 March 2011
Nel mese di Luglio 2010 è in discussione alla Camera una proposta di legge presentata dal deputato del Pdl Carlo Ciccioli, vogliamo riportare uno stralcio dell’articolo di Loredana Biffo della Nuova Società.it e pubblicato anche sul forumsalutementale.it che descrive chiaramente la proposta di legge e dove secondo noi è in difetto :

“La proposta di legge in discussione alla Camera, dovrebbe andare al voto a Settembre, e ha l’ob...iettivo di rivoluzionare la legge Basaglia, una legge unica al mondo – la 180 – che ci è invidiata da tutti all’estero. Infatti, psichiatri spagnoli, olandesi, francesi, ci chiedono come siamo riusciti in Italia a fare una legge così avanzata.
Si pensi che nella prima Repubblica, i ministri della Sanità democristiani o liberali, mentre in Italia assecondavano i lamenti di alcune famiglie che volevano cambiare la legge, quando si recavano all’estero, erano costretti ad ascoltare i colleghi ministri che si complimentavano per la qualità della legge italiana.
La novità starebbe nel tentativo di “eliminare” il disagio psichico attraverso il Trattamento Sanitario Obbligatorio, che passa da sette giorni a trenta, con la possibilità di “Tsop” (trattamento sanitario obbligatorio prolungato), si tratta di ricovero forzato per pazienti che secondo gli psichiatri, hanno bisogno di un lungo periodo di cure. Ma il Tsop, da sei mesi, può essere ulteriormente rinnovato, dietro decisione del Sindaco, con l’assenso del giudice tutelare.
Il trattamento obbligatorio, serve a imporre al paziente la cura che lo dovrebbe portare se non alla guarigione, al “contenimento”, con ulteriore possibilità di vincolare il paziente al rispetto di principi terapeutici quali l’accettazione delle cure, la permanenza in “comunità accreditate (cioè private) per prevenire le ricadute”.
Ma il clou della proposta di legge, è che durante il ricovero coatto, il paziente accetti di firmare un “contratto terapeutico vincolante”. Contratto che secondo l’illuminato Ciccioli, sarebbe come il “contratto di Ulisse”, che egli cita nella sua proposta. Cioè, il paziente (proprio come Ulisse che si fa legare all’albero della nave nell’ episodio delle sirene), “decide” di seguire le cure che vengono imposte dallo psichiatra, anche qualora cambiasse idea. In tal caso non ci sarebbe nulla da fare, il programma andrebbe avanti inesorabilmente. Perché, sempre secondo Ciccioli, i malati psichiatrici, entrano ed escono dall’ospedale a loro piacimento, e la gestione ricade interamente sulle spalle delle famiglie. Oppure, se una famiglia non ce l’hanno, “diventano barboni”.
Roba da matti, è proprio il caso di dirlo. Se la proposta dovesse essere approvata, determinerebbe scenari spaventosi, ritornerebbe il paradigma dell’internamento a vita per motivi psichiatrici, consentirebbe di effettuare trattamenti sanitari obbligatori nelle abitazioni dei familiari o anche all’interno di strutture private, che diverrebbero così vere e proprie “carceri private”. Sarebbe una logica conseguenza il perseguimento del proprio interesse da parte del proprietario della struttura, tenere la persona internata a vita.”

Come molti cittadini e associazioni di famigliari pensiamo che il trattamento sanitario obbligatorio non va bene e sarebbe da eliminare, figuriamoci allungarne la durata, fino a farlo diventare la norma, al contrario è necessario un “intervento personalizzato adeguato”, che implica “l’investire in risorse umane e finanziarie adeguate”, per costruire un percorso in grado di dare alla persona le risposte di cui ha bisogno rispetto alla malattia. Quello che si sta cercando di fare con questa proposta di legge, che falcia tutte le conquiste sui diritti umani, faticosamente ottenute, è di ri-spostare la psichiatria sul versante del controllo, della reclusione di ciò che è scomodo e di farne un grande business di cliniche accreditate. Sono atti dettati dagli interessi economici e di potere che fanno leva sull’ignoranza, il privilegio e la paura, e nulla si fa per dare alle persone con disagio psichico opportunità di integrarsi nella società e si insiste nel recluderle.

Inseriamo una citazione significativa di Franco Basaglia:
«Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. E' una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia. Invece questa società riconosce la follia come parte della ragione, e la riduce alla ragione nel momento in cui esiste una scienza che si incarica di eliminarla. Il manicomio ha la sua ragione di essere, perché fa diventare razionale l'irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in un manicomio, smette di essere folle per trasformarsi in malato. Diventa razionale in quanto malato. Il problema è come sciogliere questo nodo, superare la follia istituzionale e riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita.»
(in Conferenze brasiliane, 1979)
Quindi ci appelliamo al fine che tale proposta di legge non venga approvata e che la legge 180/1978 (LEGGE BASAGLIA) non venga modificata in alcun modo.

Al sindaco di Napoli on. Rosa RUSSO IERVOLINO,
al presidente della Provincia di Napoli on. Luigi CESARO,
al presidente della Regione Campania on. Stefano CALDORO,
al presidente della Conferenza delle regioni on. Vasco ERRANI,
al presidente della Commissione Igiene e Sanità on. Antonio TOMMASINI,
al presidente della Commissione Affari Sociali on. Giuseppe PALUMBO,
al presidente della Commissione per la tutela e la promozione dei diritti umani on. Pietro MARCENARO,
al ministro della Salute on. Ferruccio FAZIO,
al presidente della Repubblica on. Giorgio NAPOLITANO

Firmatari dell’appello:
Carlo FALCONE (Presidente della Arte Musica e Caffè Società Cooperativa Sociale)
Ultimo aggiornamento ( Thursday 03 March 2011 )
 
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