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PETIZIONE
Scritto da Administrator   
Wednesday 13 November 2013

IO SONO CONTRO IL TRATTAMENTO  SANITARIO OBBLIGATORIO 

SENZA L’ACCERTAMENTO PERSONALE DEL SINDACO

Al sindaco di Napoli on. Luigi DE MAGISTRIS, 

e p.c.

ai consiglieri del Consiglio Comunale di Napoli

al Presidente del Consiglio Comunale di Napoli on. Raimondo PASQUINO 

agli Assessori della Giunta del Comune di Napoli

al presidente della Regione Campania on. Stefano CALDORO,

al presidente della Repubblica on. Giorgio NAPOLITANO.

agli Organi di Informazione

In seguito a eventi a dir poco terribili e disumani non ultimo in ordine di tempo quello del signor Franco Mastrogiovanni: il maestro elementare che, legato mani e piedi ad un letto del servizio psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania è stato slegato solo dopo 90 ore. E non perché la “cura” tramite “contenzione” fosse terminata: ma perché era morto; e con il terrore che persone care a me e alla mia famiglia potessero subire la stessa violenza mi sono chiesto ma perché con persone che si ritengono disabili psichici si praticano azioni di contenzione fisica contro tutti i diritti umani che sembrano almeno in Italia come inalienabili e scontati?

Di seguito uno stralcio di bell’articolo articolo scritto sul Forum Salute Mentale da Serena Romano dal titolo Attento! Può succedere anche a te:

…In questo momento in Italia, almeno un centinaio di persone sono legate a letti di contenzione. Non solo malati di mente: anche anziani, uomini e donne non autosufficienti e giovanissimi ricoverati in luoghi di cura a “porte chiuse”…

 Il video sulla morte di Mastrogiovanni documenta per la prima volta, ora per ora, gli effetti devastanti di una contenzione. Prima di questo video, molti “camici bianchi” volevano far credere che la contenzione fosse una pratica deprecabile ma “necessaria” dettata dall’”urgenza”, da utilizzare giusto il tempo indispensabile a somministrare un calmante a un pazzo scatenato che rifiuta di “curarsi”. Ma altrettanti psichiatri, medici, giuristi e magistrati responsabili, invece, da anni stanno contrastando questa tesi: non solo dimostrando come si riesce a “guarire” senza ricorrere alla contenzione, ma tentando di attirare l’attenzione del Governo e dell’opinione pubblica sui danni di una pratica inutile, dannosa, violenta, “non medica” e “non terapeutica”, illecita e contraria ad ogni principio costituzionale che, quando non uccide, rende comunque “incurabile” chi l’ha subìta

…Oggi, però, le immagini della contenzione di Mastrogiovanni parlano da sole: e indipendentemente da ogni sentenza della magistratura, smentiscono chiunque – in nome della legge o della medicina – tenti di contrabbandare come “cura” le immagini in diretta di una “tortura”…

…La contenzione è devastante anche quando non uccide: perché annienta la personalità dell’individuo ancora prima del suo corpo. Ed è questo risultato che volevano ottenere gli aguzzini cambogiani. Qualsiasi essere umano impedito nei movimenti, infatti, ha una reazione innata: si divincola per liberarsi. E’ una reazione spontanea: come alzare la mano per pararsi il viso da uno schiaffo. Ma durante la contenzione, la reazione di difesa dettata dall’istinto di sopravvivenza, aumenta il dolore. Perché più la persona legata si agita, più si ferisce e soffre: la pelle dove i legacci stringono, si lacera; la muscolatura si irrigidisce e il corpo si contrae nella morsa dei crampi; il terrore di non avere scampo si concretizza, al punto che la risposta alla violenza subìta inverte la rotta. Andando in senso opposto a quello dettato dall’istinto di sopravvivenza, l’uomo si immobilizza e per evitare che il dolore aumenti, rinuncia ad esercitare il suo “naturale diritto alla difesa”. Diventa così un essere che, privato della sua identità, va “contro natura”: perché accetta la violenza in silenzio, senza muoversi, né protestare. E per ridurre i prigionieri in questo stato, venivano imposte, oltre alla tortura, anche “le regole di comportamento da tenere durante la tortura”, come si legge nel regolamento del lager cambogiano: “Durante le bastonate o l’electroshock è vietato gridare forte. Restate seduti tranquilli. Attendete i nostri ordini. E se non ci sono specifici ordini, non fate niente. Se noi vi chiediamo di fare qualcosa, fatelo immediatamente senza protestare. Se non rispettate tutti gli ordini qui elencati, sarete puniti con colpi di bastone, fili elettrici e electroshock (e vi sarà vietato anche contare questi colpi)…”…

…Una storia da analizzare, infine, per capire perché, oggi, c’è chi vuole annullare non solo i risultati terapeutici, ma anche i notevoli risparmi sulla spesa sanitaria resi possibili dalla legge Basaglia, per alimentare il grosso business dei “nuovi manicomi privati” sostenuti dallo Stato….

Inoltre vorrei farvi leggere questo articolo della nostra Costituzione Italiana:

Costituzione della Repubblica Italiana. Parte I. Titolo I. Rapporti civili - Art.13

La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva”.

In ultimo una citazione del dott. Franco Basaglia (in Conversazione sulla legge 180, 1979):

quando il malato è legato lo psichiatra è libero; quando il malato è libero lo psichiatra è legato

«Anche noi abbiamo compiuto un'azione di violenza nei confronti della comunità, nella lotta pratica, quotidiana, contro la falsa coscienza e l'ideologia dominante. Quando, ad esempio, mandiamo fuori i matti, questa è una violazione che provoca una crisi. Ma in questa situazione di crisi noi siamo a disposizione di coloro che abbiamo violentato. Non è avventurismo, è un "esserci" nella situazione di crisi, con gli altri.»

QUINDI CHIEDIAMO AL SINDACO DI NAPOLI ON. LUIGI DE MAGISTRIS DI RENDERE OBBLIGATORIO CHE IL SINDACO DELLA CITTÀ DI NAPOLI IN QUALITÀ DI MASSIMA AUTORITÀ SANITARIA DEL COMUNE PRIMA DI AVER FIRMATO IL TSO (TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO) ACCERTI PERSONALMENTE E VISIVAMENTE OVVERO ANCHE ATTRAVERSO L’ASSESSORE DELEGATO ALLA SANITÀ CHE LA PERSONA OGGETTO DEL TSO NON STIA SUBENDO UNA CONTENZIONE FISICA E CHE SIANO RISPETTATI TUTTI I DIRITTI UMANI RICONOSCIUTI DALLA NOSTRA COSTITUZIONE E DALLA CARTA DEI DIRITTI DELL’UOMO. NEL CASO NON VENGANO RISPETTATI DI DENUNCIARE IL FATTO ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COMPETENTE E DI NON FIRMARE IL TSO. INOLTRE È OBBLIGATO A RENDERE PUBBLICO, IN TUTTE LE MANIERE CHE LA TECNOLOGIA COMUNICATIVA DEL MOMENTO STORICO PERMETTE, DEL SUO ACCERTAMENTO.

Autore dell’appello:                                                                                                                                                         Carlo FALCONE, Presidente di

Arte Musica e Caffè Società Cooperativa Sociale                                               

Napoli 02 Dicembre 2012                                                                                                

 
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